Il consumo del caffè decaffeinato è sempre maggiore. Inventato nel 1905 in Germania e commercializzato dalla compagnia Hag, questa tipologia di caffè ha avuto una larga diffusione in tutta Europa e non solo. È la mancanza di caffeina il vantaggio maggiore dell'utilizzo di questa del decaffeinato. La caffeina, infatti, è una sostanza eccitante la cui assunzione è sconsigliata a chi soffre di particolari patologie. Persone con insonnia, problemi al cuore o ipersensibili appartengono ad una categoria a cui l'assunzione di caffeina è sconsigliata. Proprio in questi particolari casi, il consumo di caffè decaffeinato è, invece, caldamente indicato. Ma il caffè decaffeinato fa davvero bene?
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L'utilizzo di questa bevanda viene "frenato" da una serie di miti negativi che da anni circolano in rete e non solo. Dalla qualità inferiore rispetto al normale caffè fino ai danni alla salute, le credenze che spesso circolano su questa bevanda sono quasi sempre del tutto prive di fondamento. Se nel passato la qualità di questa tipologia di caffè era effettivamente inferiore, per la minore richiesta sul mercato, oggi rappresenta una valida alternativa alla classica bevanda consumata nei bar. Altri vantaggi di questa tipologia di bevanda sono legati alle proprietà anti infiammatorie, anti tumorali e anti microbiotiche.
Secondo alcuni questa tipologia caffè limiterebbe il diabete di tipo 2 e l'avanzamento di malattie legate al sistema cerebrale come il morbo di Alzheimer o la demenza. Ma è la possibilità di non perdersi il profumo ed il sapore di un caldo caffè, senza gli effetti negativi della caffeina ad essere il motivo principale del consumo del decaffeinato. Ma accanto agli innegabili vantaggi, sussistono effetti non proprio piacevoli. Le conseguenze dell'uso di questo particolare caffè sono comunque numerose ed, al pari del caffè normale, può causare o aggravare problemi legato allo stomaco come la gastrite o il reflusso. E' da tenere presente, inoltre, che una presenza di caffeina, seppur minima, è comunque contenuta nel caffè decaffeinato perciò, in caso di intolleranza, è indicato evitare anche questa tipologia di caffè. Ma è il procedimento messo in campo per estrarre la caffeina dal caffè a provocare i maggiori dubbi. Sono diversi i metodi che le compagnie mettono in campo per eliminare la sostanza dai chicchi di caffè a destare maggiori preoccupazioni; alcuni, infatti, vengono indicati come cancerogeni.
Una domanda che sorge spontanea visti i metodi estrattivi, ma giungere a conclusioni è semplicistico e deleterio. Le sostanza chimiche, anche non proprio "salutari" per l'organismo umano, vengono in un certo senso eliminate dalle tossine dannose attraverso l'esposizione a temperature altissime. Riscaldare i chicchi, attraverso il processo di tostatura dei chicchi di caffè, porta all'evaporazione di tutto ciò che potrebbe provocare gravi patologie al nostro corpo. Ma siamo completamente sicuri? Naturalmente no. Per questo gli esperti, per evitare rischi inutili, indicano l'acquisto del caffè decaffeinato ottenuto con i processi di decaffeinizzazione più moderni. L'utilizzo di materia chimici è quindi da evitare in favore dei metodi naturali, come quella ottenuto grazie all'utilizzo di anidride carbonica. Ma non basta. Un altro metodo per ottenere il caffè decaffeinato avviene attraverso l'utilizzo di una pianta, anche se la commercializzazione è riservata ad alcune specifiche torrefazioni.
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