venerdì 6 maggio 2016

Caffè in gravidanza: i rischi reali e i falsi miti

Il consumo di caffè, nel nostro paese, è molto diffuso. Sono davvero tante le persone che, già nelle prime ore della giornata, scelgono di consumare una o due tazzine. Tra gli effetti della caffeina, infatti, c'è quella di rendere maggiormente vigili; una vera e propria scossa per chi cerca di risollevarsi da torpore mattutino prima di intraprendere le normali attività lavorative. Ma gli effetti della caffeina non si fermano qui. Secondo una ricerca, la sostanza rimane nel circolo sanguigno per un periodo che va dalle quattro alle sei ore. L'aumento della produzione di acidi gastrici è tra le principali conseguenze dell'assunzione del caffè. 

Caffè in gravidanza


Si tratta di un effetto che può comportare ricadute spiacevoli sul nostro organismo con la comparsa di mal di stomaco e nausea. Diverse ore dopo l'assunzione di caffeina, il corpo può cominciare a perdere liquidi abbassando, così, la quantità di acqua e calcio. Per chi vuole concepire? La caffeina potrebbe avere delle ricadute sulla gravidanza. A dimostrarlo sono alcuni studiosi che hanno avanzato l'ipotesi che il consumo di caffè possa impedire il concepimento. Si tratta, però, di una correlazione non ancora dimostrabile. Per quanto riguarda l'uomo, secondo alcune ricerche, la caffeina potrebbe comportare una maggiore attività degli spermatozoi, ma, anche in questo caso, si è ben lontani dall'ufficialità.

Caffè in gravidanza: gli effetti sul feto



Per quanto riguarda gli effetti diretti sulla gravidanza della caffeina, i ricercatori sono concordi nel consigliare un'assunzione moderata di caffè, pari a tre tazzine al giorno. Il pericolo per il feto potrebbe insorgere solo in caso di assunzioni smodate di caffè che, soprattutto in concomitanza con fumo e alcool, possono provocare l'aborto spontaneo. La caffeina, secondo i ricercatori, può in alcuni casi penetrare nella placenta entrando in contatto con il bambino. Le conseguenze? Il piccolo potrebbe avere maggiori difficoltà a dormire nei primi giorni di vita, soffrire di tremori involontari, battito e respirazione accelerati. Quante tazzine di caffè possono essere assunte durante l'allattamento? Si tratta, anche in questo caso, di conseguenze non chiare. La caffeina, come tutte le sostanze assunte dalla mamma, si trasmette al piccolo; perciò è indispensabile non assumere più di due tazzine di caffè in questa delicata fase della vita del piccolo.

Caffè in gravidanza: qual è la quantità giusta?


A chiarire le conseguenze del caffè sul bambino nel periodo di gravidanza sono i risultati di uno studio realizzato dall'Università di Aarhus. La ricerca, pubblicata sulle pagine della rivista British Medical Journal, è stata condotta su un campione di oltre 1200 mamme. Divise in due differenti gruppi, a seconda della qualità di caffè assunto (con caffeina o decaffeinato), le donne che consumavano abitualmente tre tazzine di caffè classico al giorno non riscontravano sigificativi problemi rispetto alle mamme che assumevano il caffè normale, in dosi non eccessive. Insomma bere caffè in quantità moderate, non comporta significativi problemi al feto né alla madre. Allora qual è la quantità massima di caffè che può essere consumata durante la gravidanza? Su questo gli studiosi sono concordi nell'indicare il limite intorno ai 300 milligrammi al giorno. Si tratta di una quantità che non arreca danno né alla mamma né al piccolo.

Share:

0 commenti:

Posta un commento